Rimandare non è pigrizia: cosa dice la scienza sulla procrastinazione
Il progetto nel cassetto. La conversazione che rimandi da settimane. Il "lunedì comincio" che diventa il lunedì successivo.
Se rimandi, probabilmente ti sei detta di essere pigra, disorganizzata o poco disciplinata. La scienza racconta un'altra storia.
Cosa dice la ricerca
Fuschia Sirois (oggi alla Durham University) e Tim Pychyl (Carleton University) studiano la procrastinazione da anni. In un articolo pubblicato nel 2013 su Social and Personality Psychology Compass spiegano che rimandare è soprattutto una strategia, sbagliata, di regolazione emotiva.
Quando un compito ci fa sentire ansia, insicurezza o paura del giudizio, rimandarlo ci dà un sollievo immediato. Il problema è che quel sollievo lo paghiamo dopo: il costo ricade sul nostro "io futuro", che si ritrova con lo stesso compito, meno tempo e più stress.
In altre parole: non rimandi perché non sai cosa fare. Rimandi perché farlo ti mette a contatto con un'emozione che preferiresti evitare.
Il ruolo sorprendente del perdono
C'è poi uno studio che cambia la prospettiva. Michael Wohl, Tim Pychyl e Shannon Bennett (Carleton University) hanno seguito 134 studenti universitari tra due sessioni di esami, pubblicando i risultati nel 2010 su Personality and Individual Differences.
Gli studenti che si erano perdonati per aver rimandato lo studio prima dei primi esami hanno avuto meno emozioni negative e hanno procrastinato meno in vista degli esami successivi, ottenendo anche risultati migliori.
Il motivo è semplice: la colpa non spinge all'azione. Ci fa associare ancora di più quel compito a qualcosa di spiacevole, e quindi a rimandarlo di nuovo.
Come ripartire, oggi
1. Dai un nome all'emozione. Prima di chiederti "perché non lo faccio?", chiediti "cosa sento quando ci penso?". Paura di sbagliare? Di essere giudicata? Riconoscerlo toglie forza all'evitamento.
2. Perdonati per il passato. Scrivi una frase semplice: "Ho rimandato, è successo, posso ripartire da qui". Non è indulgenza: è ciò che, secondo la ricerca, riduce la procrastinazione futura.
3. Fai la versione da 10 minuti. Scegli l'azione più piccola possibile: aprire il file, scrivere tre righe, mandare un messaggio. La fiducia non arriva prima del primo passo: nasce dal primo passo.
Il punto
Non devi diventare un'altra persona per smettere di rimandare. Devi imparare a gestire ciò che senti, e a darti il permesso di iniziare imperfetta.
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Fonti:
Sirois, F., & Pychyl, T. (2013). Procrastination and the Priority of Short-Term Mood Regulation: Consequences for Future Self. Social and Personality Psychology Compass, 7(2), 115–127.
Wohl, M. J. A., Pychyl, T. A., & Bennett, S. H. (2010). I forgive myself, now I can study: How self-forgiveness for procrastinating can reduce future procrastination. Personality and Individual Differences, 48(7), 803–808.